Il Pew Research Center for the People and the Press – un “nonpartisan fact tank” che raccoglie informazioni sulle questioni, le attitudini e le tendenze che influenzano l’America e il mondo – ha pubblicato, il 16 giugno, una ricerca intitolata “I siti di social networking e la nostra vita”.
L’obiettivo della ricerca era dare una risposta a domande sull’impatto sociale della massiccia diffusione dell’uso di network come Facebook, Linkedin, Twitter. Questi siti isolano le persone e troncano le loro relazioni? O ci sono benefici associati con l’essere collegati ad altri in questo modo?
Sintetizzando le conclusioni, emergono dalla ricerca alcuni fatti interessanti: gli utenti dei social media – in particolare di Facebook – sono più fiduciosi nel prossimo della media delle persone; hanno più relazioni strette (cioè le persone con cui discutere di questioni importanti – 2,16 contro 1,93); sono più impegnati politicamente della maggior parte delle persone; Facebook fa rivivere i “rapporti dormienti” (compagni di scuola, parenti, colleghi).
Insomma, tra amministrazioni e aziende italiane che li proibiscono ai dipendenti perché non “perdano tempo”, relazioni extraconiugali clandestine quanto virtuali, allarmi su comportamenti “a rischio” degli adolescenti, i social media emergono come veicolo di impegno sociale e di più intensi legami tra le persone.
Un parlamentare di maggioranza ha spiegato che il fronte del “sì” ai recenti referendum ha trionfato in rete in virtù del “fancazzismo” dei pubblici dipendenti italiani che non lavorano e passano il loro tempo su Facebook. Sarebbe, senza dubbio, un’esagerazione sostenere che la rete abbia orientato la maggior parte del corpo elettorale alle elezioni amministrative e ai referendum. Ma di sicuro, l’ondata di partecipazione politica degli utenti internet e dei social media (19.631.000 gli italiani iscritti a Facebook al 31 maggio 2011) ha rappresentato la realtà corrente del Paese meglio di quanto non abbiano fatto la maggior parte dei canali televisivi nazionali attraverso i quali, per esempio, la campagna referendaria non è quasi passata.
