Anche nella nostra professione capita di essere davvero i primi a fare qualcosa.
In eXplicit – per esempio – siamo stati i primi in Italia a portare la previdenza complementare negoziale sui social media, in particolare, Facebook. I fondi previdenziali negoziali sono quelli legati ai contratti nazionali di lavoro.
Quando qualche mese fa abbiamo proposto a Cometa – il Fondo pensione complementare a capitalizzazione dei lavoratori metalmeccanici – una campagna su Facebook, una delle motivazioni con cui abbiamo sostenuto la proposta è stata: Cometa è il primo fondo pensione italiano (450.000 iscritti); come tale ha il dovere di agire come leader anche per quel che riguarda la comunicazione. Dopotutto, i fondi come Cometa hanno due elementi chiave nella loro missione: il primo, ovviamente, fornire prestazioni pensionistiche ai loro aderenti; il secondo, fare educazione previdenziale.
Un’attività, oggi, davvero necessaria. La ristrutturazione del sistema pensionistico (una questione che coinvolge tutto il mondo industrializzato dovuta all’eccesso di debito pubblico, alla riduzione della popolazione e alle varie crisi finanziarie) ha delle conseguenze precise: la gente deve essere informata del fatto che se non si attiva per procurarsi una previdenza complementare, al pensionamento soffrirà di una grave perdita di reddito.
Cometa ha fatto propria la sfida. Puntare sui social media perché aprire un dialogo alla pari con il pubblico dei lavoratori interessati alla previdenza complementare è un atto naturale per un ente non a scopo di lucro il cui “prodotto” è basato sulla consapevolezza della realtà da parte del suo pubblico: quelli che, in definitiva, ne sono i soci. Così, in maggio è nata la pagina pubblica di Cometa su Facebook. Affiancata da un canale Youtube e uno Slideshare.
Oltre tre milioni di persone sono state contattate dalla campagna di inserzioni pubblicitarie svolta tra gli utenti di Facebook. E oltre 3mila hanno assegnato il proprio “mi piace” alla pagina.
Attraverso la pagina Cometa ha diffuso video (postati sul canale “youtube”), presentazioni (Slideshare), lanciato la versione per smartphone del proprio sito. Sulla pagina sono state fatte domande e si sono svolte discussioni (sempre civili) su alcuni argomenti importanti per gli utenti come le omissioni contributive o gli anticipi.
In poche parole – proprio nei migliori canoni dei social media – Facebook ha dato occasione a Cometa di conversare con i propri utenti sulla propria attività, di dissipare alcuni dubbi, di chiarire alcune questioni complesse. Di dar loro, in ultima analisi, un quadro trasparente e più chiaro su una questione complessa quanto importante. E, a proposito di quest’ultimo punto, è importante osservare come tra coloro che hanno seguito la pagina di Cometa ci siano numerose persone di origine straniera. Persone che probabilmente hanno più difficoltà a trovare nei luoghi di lavoro informazioni e spiegazioni in merito a argomenti come la previdenza. E che proprio nella rete, nei social media, cercano le chiavi di accesso alla nuova realtà in cui sono immerse.
